Le Marche del turismo ripartono con borghi e charme

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Le buone condizioni meteorologiche e il mancato ritocco dei prezzi (in alcuni casi anche la riduzione) stanno sostenendo un settore che, nelle Marche, non riesce a decollare definitivamente, nonostante abbia potenzialit di grande traino per l’economia regionale e pesa il 3,5% sul Pil marchigiano. Eccessiva dipendenza dal mercato interno, presenze troppo dipendenti solo da Germania e Gran Bretagna (insieme garantiscono il 40% del totale presenze), giorni medi di permanenza ancora troppo brevi (mediamente 5,1 per gli italiani e 5,6 per gli stranieri), accelerazione delle sole richieste last minute, prevalenza netta della destinazione mare (sfiora il 70%) e presenze molto concentrate nel trimestre estivo, le debolezze gi note.

A ci si somma la prudenza con cui la clientela guarda alla destinazione Marche per via dell’allarme terremoto.

Su questo delicato equilibrio tra convenienza e bellezza dei territori da una parte e criticit e modifica dei comportamenti del turista dall’altra convivono le 5.687strutture ricettive (con 221.421 posti letto) della regione, con quelle stagionali che sono sempre pi in bilico tra sopravvivenza e chiusura.

Dal mare delle Bandiere Blu e della Riviera al tour dei borghi, da inedite location per matrimoni alla vacanza nelle Marche rurali, dai grandi eventi sportivi al tour del gusto fino al crescente turismo itinerante con camper e moto. E poi le destinazioni di charme, un segmento di nicchia che offre mete meno battute con strutture ricettive affascinanti, spesso ville, casali, ma anche ex fienili o laboratori riconvertiti: in alcuni cataloghi di tour operator internazionali, le Marche sono state rappresentate come “alternative alla Toscana”. Un’offerta quanto mai ampia quest’anno, sostenuta da una campagna promozionale massiccia anche su radio e tv nazionali (investimento iniziale da 2,5 milioni), con nuovo claim (accanto al collaudato #destinazionemarche): Viviamo le Marche, che secondo l’assessore regionale Moreno Pieroni d il senso di rinascita, vitalit, affermazione dei valori come strumenti di coesione e di rafforzamento dell’identit culturale e quindi turistica.

Un’azione su pi fronti che, secondo una stima della Regione, ha permesso di essere in linea con i numeri dell’anno scorso. Commenta Francesca Petrini, presidente dell’Unione Agroalimentare Cna Marche (che parla di +5,5% delle prenotazioni tra luglio e agosto): Cercheremo di consolidare l’offerta turistica con prodotti sempre pi integrati attraverso itinerari enogastronomici, ambientali e culturali.

Il terremoto non tema secondario: il danno materiale ancora tutto da quantificare (57 milioni secondo una stima, ndr.), mentre quello di immagine sta generando – dicono gli industriali del settore – una vera e propria recessione nell’area delle tre province interessate dal sisma (Ancona, Ascoli e Macerata) che avr pericolose conseguenze anche nel medio periodo. Il flusso turistico che frena in quell’area quello italiano: nei primi sei mesi del 2017 registrate punte del 40% nella contrazione delle prenotazioni e il turismo studentesco si praticamente azzerato.

L’OFFERTA TURISTICA

Dato che trova conferma nell’analisi della Coldiretti regionale: nel primo semestre la spesa media dei turisti scesa a 19 milioni rispetto ai 34 dello stesso periodo dell’anno precedente.

Ora si guarda oltre l’estate: Siamo impegnati non solo a ricostruire ma anche a riqualificare il patrimonio ricettivo dice Pieroni, annunciando un bando da 2 milioni in scadenza a ottobre, che potranno aumentare in base alle richieste. Gli operatori hanno bisogno di indirizzi chiari e risorse certe, fondamentali per poter presentare un’offerta di promozione adeguata osserva Matteo Di Sabatino, presidente della Consulta Turismo di Confindustria Marche, in attesa di capire se e come le proposte avanzate sul Piano triennale degli investimenti saranno recepite dalla Regione Marche. Tema sul quale concorda Tommaso Bertini, direttore marketing del tour operator EdenViaggi: Le Marche hanno una diversit elevata, un potenziale enorme – spiega – che si adatta a un turismo pi sofisticato, di alta qualit, disposto a pagare qualcosa in pi. Da qui la necessit che si vada in direzione di un piano che sia realmente concertato, focalizzato su una decina di mercati e sull’offerta, evitando dispersioni, sostenuto da attivit di promozione e comunicazione in grado di raggiungere gli obiettivi.

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