Calabria «misteriosa»: dagli ultimi papàs agli alberi con l’armatura

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Sul confine tra Calabria e Basilicata, il pino loricato, albero guerriero con la corteccia “a lorica” (come le armature di cuoio usate nelle legioni dell’antica Roma) svetta in cima alle montagne del Pollino. Più giù, nel bosco di Fallistro, 50 pini neri, monumentali, alti 40 metri, sono un lembo di foresta primordiale nel Parco nazionale della Sila. Dominano un’area all’interno del comune di Spezzano, gestita dal Fai.
I gommoni del rafting solcano il fiume Lao a Laino borgo, nel Parco del Pollino. Gli avventurieri d’alta quota si radunano a Camigliatello, in Sila, dove si disputa la sfida delle nevi più a Sud d’Europa: Sila3Vette, Winter Challenge di livello internazionale, consente di accedere ai primi classificati alla Rovaniemi150 in Finlandia, maratona ai confini del Polo.

I santuari mariani spiccano nel paesaggio montano: la Madonna del Pettoruto a San Sosti, del Pollino a San Severino Lucano, delle Armi a Cerchiara di Calabria, l’abbazia Florense di San Giovanni in Fiore. Tutte mete del turismo religioso.
Nei borghi la ricettività è ovunque all’insegna dell’ospitalità diffusa. Le comunità arbereshe – più di 60mila abitanti con radici balcaniche, distribuiti in 33 comuni dove resistono la lingua, la cucina, le danze, le icone bizantine, le Madonne odigitrie, i Papàs vestiti di nero con le lunghe barbe bianche – custodiscono un patrimonio culturale di valore inestimabile. E così l’enogastronomia, la lenticchia di Mormanno, i bovini di podolica (presidio Slow Food), il pane di Cerchiara, la patata della Sila: eccellenze del territorio che varcano i confini regionali.
Da San Giovanni in Fiore ad Aieta, 45 comuni della vasta provincia di Cosenza, mettono insieme tutta questa ricchezza e organizzano “Transumanze culturali tra due Parchi”, un pacchetto di iniziative congiunte finanziate dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito dell’Avviso pubblico Pac 2007/2013 – Intervento per la valorizzazione delle aree di attrazione culturale-Linea 2 -Progetto Cultura. Comune capofila Castrovillari.
«Questo progetto, che include aree vastissime, non solo i parchi ma anche la Sibaritide – spiega il presidente della Regione Mario Oliverio –rappresenta un nuovo quadro di riferimento per l’utilizzo delle risorse, oltre i localismi e la frammentarietà degli interventi».

Con 100 milioni di euro saranno tracciati 6 itinerari, quello mistico mariano, quello naturalistico, per la valorizzazione e la tutela delle etnie consolidate, per il recupero conservativo di elementi di storia, preistoria e archeologia industriale, di borghi e paesaggi collinari, di musei, archivi, biblioteche e altri luoghi di produzione culturale.
«Territori distanti, come la Sila, la pre-Sila, la valle del Crati oltre all’ Esaro e all’Alto Tirreno – spiega il sindaco Mimmo Lo Polito – si uniscono in una nuova logica d’insieme tesa alla salvaguardia delle fasce interne bisognose di uno sviluppo integrato».
Si parte dallo studio di un marchio d’area, dall’utilizzo della realtà aumentata per siti e itinerari e da una App sulle etnie Arbereshe. E nel frattempo si attende l’ingresso del Parco della Sila nella lista dell’Unesco.

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