Tonno, Favignana vittima della guerra con la Sardegna

Show all


Qualcuno l’ha battezzata la guerra del tonno.  Una guerra politica, certo, che si scatenata in questi giorni a causa del
decreto sulla ripartizione delle quote di pesca del tonno. Da una parte il ministro (leghista) delle Politiche agricole alimentari
e forestali Gian Marco Centinaio e il sottosegretario (anche lui leghista) Franco Manzato il quale ha materialmente firmato
il decreto che attribuisce le quote di pesca del tonno.  Dall’altra tutti gli altri: si pu dire l’intero arco istituzionale
che accusa i due esponenti del governo nazionale di aver punito la Sicilia con l’attribuzione di una quota minimale alla
Tonnara di Favignana nelle Egadi.  Nell’isola in cui, alle ultime elezioni europee, la Lega di Matteo Salvini ha fatto il
pieno di voti.


In mezzo la Nino Castiglione, storica azienda del trapanese, leader di mercato che aveva investito denaro e energie scommettendo
sulla rinascita della storica Tonnara di Favignana, impianto che la famiglia  Florio acquis nel 1841 dalla famiglia Pallavicini
di Genova.  Castiglione ha fatto un investimento di 700 mila euro con la prospettiva di creare oltre 40 posti di lavoro diretti
cui se ne potevano aggiungere almeno altrettanti nell’indotto ma soprattutto con la prospettiva di riportare all’attivit
un impianto che anche un po’ il simbolo dell’isola di Favignana ma non solo. Un impianto che per essere sostenibile deve
poter contare su una adeguata quantit di tonno: Contavamo di ottenere cento tonnellate o, nella peggiore delle ipotesi,
settanta – dice Nino Castiglione – . Invece la quota assegnata dal ministero di sole 14 tonnellate. Non voglio fare polemica,
dico solo che se questo il metodo della politica per sviluppare il Mezzogiorno possiamo chiudere bottega. 

Alle tonnare della Sardegna 342 tonnellate


 Sullo sfondo gli interessi di altre tonnare e in particolare delle tonnare della Sardegna che sarebbero state avvantaggiate
dal decreto firmato dal sottosegretario portando a casa oltre alle 14,5 tonnellate, divise dalla tonnara di Cala Vinagra a
Carloforte (provincia di Carbonia Iglesias) con Favignana, le 188,24 tonnellate per Isola Piana (sempre a Carloforte), 130,11
tonnellate a Capo Altano di Portoscuso (provincia di Carbonia Iglesias)e 10,01 tonnellate a Porto Paglia sempre a Portoscuso.
In totale la Sardegna ha ottenuto con l’assegnazione delle quote individuali di cattura alle tonnare fisse 342,86 tonnellate
pari a 328,36 tonnellate di quota fissa cui si sono aggiunte 14,5 tonnellate di quota incrementale (aggiuntiva). Un parapiglia
di dati tecnici su cui ora stanno ragionando i legali della Nino Castiglione che intanto ha annunciato di voler interrompere
l’attivit a Favignana: Un imprenditore che investe centinaia di migliaia di euro – dice Castiglione – ha piena consapevolezza
dei rischi che corre, ma pu sopportare quelli imprenditoriali non quelli di una politica incapace di sostenere chi decide
di creare sviluppo e salvaguardare le tradizioni di un territorio. L’unico errore che ammette di aver commesso di credere
nella buona fede della politica.

Gli esponenti del governo nazionale si difendono ribadendo quanto gi scritto nel decreto e cio che le quote sono state stabilite
tenuto conto del principio di equit e dei livelli medi di cattura dei singoli impianti riferiti agli anni 2015-2016 e 2017.
Secondo gli industriali siciliani con il D.M. n. 235 del 30 maggio 2019, in soli due articoli, il ministero ha, di fatto,
ribaltato il contenuto del precedente decreto di assegnazione delle quote. Dice il vicepresidente di Sicindustria Gregory Bongiorno:
Curioso che il principio di equit, sottolineato pi volte nelle premesse del decreto, venga poi usato per giustificare un’assegnazione
tardiva e che penalizza soltanto la Sicilia. Netta la posizione del governatore Nello Musumeci: Non ci sto! – afferma –
Ho gi chiesto al ministro Centinaio di fissare un Tavolo tecnico a Roma per riesaminare il decreto di assegnazione delle
quote tonno.

La replica del sottosegretario Manzato

Manzato definisce le critiche strumentali e replica: Abbiamo dato la possibilit concreta di far ripartire la tonnara di
Favignana, chiusa da oltre dieci anni e quella di Cala Vinagra; la ripartizione delle quote di tonno nel decreto che ho firmato
ieri stata fatta su chiari principi di equit e tenendo conto dei dati storici delle catture delle singole tonnare – dice
il sottosegretario -. Per la prima volta il ministero ha dato ordine a un settore come quello delle tonnare fisse, dove
la cattura del tonno era affidata al caso, senza regole e con possibili squilibri tra gli impianti in attivit. Manzato
aggiunge: Se non avessi firmato il decreto di ripartizione di quote di tonno rosso, Favignana non avrebbe avuto quote di
pesca e quindi alcuna possibilit di ripartire, perch la soglia massima di cattura assegnata dall’Europa era gi stata esaurita
dalle tonnare sarde. Non dovrebbe sfuggire che grazie a un mio decreto del 16 maggio possibile il trasferimento delle quote
di cattura da una tonnara all’altra; quote che verranno con ogni probabilit offerte dalle tonnare sarde e con le quali Favignana
potr sicuramente incrementare le 14 tonnellate assegnate.

© Riproduzione riservata



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *